Open day dell’Orientamento: riflessioni per un Patto educativo globale

Talento, senso di comunità, apprendimento laboratoriale: sono queste alcune delle parole chiave emerse dall’Open day dell’Orientamento che si è svolto il 1° ottobre 2021 a Faenza. L’evento – a cura della Diocesi di Faenza-Modigliana, Scuola Centrale di Formazione, Aeca, il Movimento Cristiano dei Lavoratori e Irsef – si è svolto al Seminario Pio XII e si è proposto di condividere esperienze, buone pratiche e linee guida nel segno del Patto Educativo Globale, indicato da papa Francesco. Nella giornata si sono così succedute riflessioni, esempi pratici portati dai ragazzi stessi, dati e numeri con l’obiettivo di garantire “l’urgenza di una risposta all’emergenza che ha investito tutte le scuole capace anche di arginare l’abbandono da parte di bambini e ragazzi a causa della crisi economica generata dal coronavirus – come detto dal vescovo monsignor Mario Toso – capace di invertire quei processi che portano a tagli finanziari al sistema educativo, con conseguenze deleterie per il futuro della stessa democrazia” .

La giornata è stata aperta, in mattinata, dal seminario “Educazione, orientamento, lavoro e pandemia: affrontare la sfida della ripresa”. Ospiti relatori sono stati i professori Nino Scinicariello, Maria Dari e Paola Liverani di Irsef e il professor Daniele Callini, incaricato alla Pastorale Scolastica della Diocesi di Faenza-Modigliana. A moderare l’incontro il direttore de il PiccoloSamuele Marchi.

La professoressa Maria Dari ha poi sottolineato l’importanza dei percorsi educativi di mettere al centro di bambini e giovani la ricerca del proprio talento, con il quale realizzarsi come persone in un’ottica integrale. L’istituto comprensivo Europa di Faenza fu uno dei primi, ormai vent’anni fa, ad attivare laboratori scolastici strutturati per i propri studenti, che svariavano da laboratori di teatro alla cucina francese passando per attività nella natura. Riconoscere il talento è importante, anche perché il rischio è che nella scelta della scuola superiore si privilegino altri parametri – l’amicizia con i compagni di classe, per esempio, o il pregiudizio che le scuole tecnico-professionale siano istituti di serie b – anzichè quella di seguire una propria vocazione.

L’importanza della conoscenza della lingua inglese è stata al centro della relazione della docente Paola Liverani. “Oggi conoscere più lingue è fondamentale – ha detto – in un contesto globale e sempre più interconnesso, anche il capo reparto di un’azienda meccanica di una città della provincia italiana deve riuscire a interagire con software e clienti in lingua inglese. Su questo l’Italia sconta ancora un forte ritardo e la chiave nella didattica è quella di un apprendimento laboratoriale. Non bisogna limitarsi alla lezione frontale, specie a scuola”.

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